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Varietà di Olive (cultivar)

L'olio extravergine di oliva come prodotto del metabolismo della pianta è fortemente influenzato dalla cultivar (varietà di oliva).
La cultivar ha un ruolo molto importante sulle catratteristiche dei frutti (dimensioni, rapporto polpa/nocciolo, maturazione), sul processo di inolazione e sui componeneti principali e secondari dell'olio di oliva in modo più determinante delle stesse condizioni ambientali. Anche le sostanze presenti sono abbastanza differenti fra le varie cultivar.

   

In Italia sono presenti circa 500 cultivar. Ogni territorio o zona ha le sue varietà ma molte di esse sono presenti anche in altre zone.
Qui ne riportiamo le caratteristiche di quelle prevalenti e più rinomate.

In Puglia segnaliamo principalmente l'ogliarola barese, la coratina, la cellina di Nardò, la provenzale.
L'ogliarola barese, come si evince dal nome, è diffusa soprattutto nella provincia di Bari. La pianta ha un portamento espanso. Il frutto ha un peso di g 2-2,5 e la resa industriale in olio è mediamente del 18-25%; la drupa presenta una colorazione nera; l'olio dal colore giallo oro e dall'aroma di fruttato mandorlato ha un sapore dolce con un retrogusto di mandorla con pizzicore tenue.
La coratina è diffusa anche essa nella provincia di Bari ed anche nella provincia di Foggia. La pianta è assurgente; la drupa è grossa con un peso di circa 4 grammi e alla maturazione assume una colorazione violacea. La resa si aggira intorno al 22% e l'olio ha un colore giallo verdognolo, dall'aroma di fruttato intenso di oliva e dal sapore piccante lievemente amarognolo.
La cellina di Nardò è diffusa nel Salento. La pianta, autosterile, è vigorosa e raggiunge un altezza considerevole anche di 20 mt. La resa si aggira intorno al 18%; l'olio ha un aroma di fruttato di sapore amarognolo.
La Provenzale(Peranzana) è una varietà coltivata soprattutto nella zona di Foggia; presenta una produttività elevata e una resa di olio media.

In Calabria segnaliamo la carolea, la dolce di rossano, l'ottobratica, la sinopolese, la tondina, la grossa di cassano.
La carolea è tipica della provincia di Catanzaro. La pianta è assurgente di statura medio-alta ; La resa di olio è mediamente del 20%;
La dolce di rossano è tipica della fascia ionica cosentina. La pianta è di notevole dimensione, con portamento assurgente; il frutto è piccolo (circa g 2-2,5) con una resa di circa il 18%.
L'ottobratica è una cultivar molto diffusa nella piana di Gioia Tauro. L'albero è di elevatissimo vigore con portamento assurgente; il frutto è piccolo con una resa di circa 16-18%. Alterna annate di grande produttività con annate quasi vuote.
La sinopolese è diffusa nel Reggino. La pianta ha dimensioni gigantesche con portamento assurgente; il frutto è piccolo(circa g 2,5)con una resa intorno al 17%;
La tondina è diffusa nella provincia di Cosenza. La pianta è abbastanza vigorosa; il frutto è piccolo(circa g 2-2,5); la resa è abbastanza bassa intorno al 15%.
La grossa di cassano presente un pò in tutta la regione calabrese. La pianta è di tipo assurgente; il frutto è medio-grande(circa g 3) di colore nero brillante ed ha una buona resa di olio.

In Sicilia segnaliamo principalmente la biancolilla, la nocellara, la santagatese, cerasuola.
La biancolilla è tipica nelle zone centro-orientali dell'isola siciliana. La pianta è di grande vigore con chiome e portamento espanso. Il colore del frutto è caratteristico: è verde prima della maturazione fino a diventare rosa violaceo; la resa non è elevata e si aggira intorno al 18%;
La nocellara(messinese) è una cultivar molto diffusa nella regione ma anche in Calabria. La pianta è vigorosa con portamento espanso; la drupa ha un peso di circa g 5-6 ed una discreta resa.
La santagatese è diffusa soprattutto in provincia di Messina ma anche in altre zone della Sicilia. Il frutto è di medie dimensioni con una buona resa di olio che si aggira al 25%;
La cerasuola è diffusa particolarmente nella zone di Trapani e Agrigento. La resa di olio è buona.

In Abruzzo segnaliamo principalmente la dritta, la gentile di chieti.
La dritta è tipica della provincia di Pescara. La pianta è di grandezza media. il frutto ha una resa media di circa il 22%;
La gentile di chieti viene coltivata soprattutto nella provincia di Chieti. La produttività della pianta risulta elevata; la drupa è piccola ed ha un peso medio di g 2; la resa si aggira intorno ai 18-20%;

In Campania segnaliamo principalmente la pisciottana e la carpellese.
La pisciottana è diffusa soprattutto nelle province di Salerno e Napoli. La resa in olio è mediamente del 20%;
La carpellese è diffusa soprattutto nel salernitano. La pianta risulta abbastanza produttiva e la resa varia dal 22 al 24%;

In Toscana segnaliamo soprattutto la frantoio, la moraiolo, il pendolino.
La cultivar frantoio è diffusa non solo in Toscana ma anche nel centro Italia ed all'estero(Nord Africa, Argentina, Albania). La pianta è di media grandezza ed ha una buona produttività; le drupe hanno un peso di circa g 2-3 ed una buona resa che va dal 20 al 24%.
La cultivar moraiolo è diffusa specialmente in Toscana ma si trova anche nelle regioni confinanti. La pianta ha un portamento vigoroso e assurgente ed ha una buona produttività; il frutto è abbastanza piccolo ma ha una discreta resa.
La cultivar pendolino è usata come impollinatrice delle cultivar frantoio, leccino, moraiolo. La pianta è poco vigorosa; il frutto è piccolo; la produttività è discreta.

Nel Lazio segnaliamo soprattutto la carboncella, la raja, il canino.
La carboncella è diffusa soprattutto in questa regione e nella zona di Sabina è la cultivar più importante. Si trova anche nelle Marche, in Umbria e Abruzzo. La pianta vive bene in zone con terreni calcarei. Ha una buona resa di olio chew si aggira intorno al 24%;
La raja è diffusa nella provincia di Rieti particolarmente nella zona da Fara Sabina. E' nota anche col nome di oliva dolce; il frutto è di dimensioni medie ed ha una buona resa;
La cultivar canino è coltivata più che altro nella provincia di Viterbo. Pianta vigorosa con portamento assurgente. Buona sia la produttività che la resa in olio.

In Liguria segnaliamo principalmente la taggiasca, la razzola.
La taggiasca è diffusa in tutta la regione ma prevalentemente nella provincia di Imperia. La pianta è di media altezza ed ha un'ottima resa che si aggira intorno al 25%;
La razzola è tipica soprattutto nella zona di La Spezia. Ha una maturazione tardiva.

Segnaliamo inoltre:
leccino e rosciola diffuse nell'Italia centrale;
la bosana della Sardegna diffusa nelle province di Nuoro e Cagliari;
la nostrana nell'Emilia Romagna diffusa nella zona di Ravenna;
la gentile di larino diffusa nel Molise soprattutto nella zona di Campobasso;
la maiatica della Basilicata soprattutto nella zona di Matera;
la dolce agogia in Umbria nella provincia di Perugia;
la casaliva tipica della zona del lago di Garda;
la bianchera tipica della provincia di Trieste.